“Questo libro racconta l’architettura di una città. Assume come centro dell’orbita edifici e strade, ne sonda i rapporti reciproci, le relazioni col suolo e con le acque. Esplora le ragioni della forma urbana e il loro avvicendarsi nel tempo, perché le buone città – proprio come gli edifici più antichi – non possono mai considerarsi fatti compiuti e la loro fortuna risiede nella possibilità di agire sul costruito e sulla variazione dei tipi, modificando le cose affinché rispondano di volta in volta ad esigenze diverse. È il caso di Palermo che fonda la ragione della sua esistenza su un’orografia articolata e deve la sua sopravvivenza alla distribuzione stessa e all’obliterazione della sua memoria.”
— Giuseppe Ferrarella
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